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Autore: Throbbing Gristle
Titolo: Part II, The Endless Not Anno: 2007 Genere: dark ambient, industrial, avantgarde Sul web: www.throbbing-gristle.com
Anatomia di un incubo
"..Il Corpo è l'unica cosa che davvero è nostra e ci appartiene: tutto quel che abbiamo intorno, arte, musica, deve essere necessariamente mediato da altri.." ".. E poi arriva il giorno che te la sparano un pò troppo grossa, e ci ridi su. Poi scopri che non è una cazzata.." Quote: La prima proviene da uno dei Geni della musica mondiale, il micidiale alchimista che sintetizzò il velenoso siero che sul finire dei '70 portò alla nascita della cultura Industrial. Genesis P.Orridge. Uomo polimero. Laboratorio di scultura e portatore sano di pandrogino pensiero. La seconda è mia, di pochi giorni fa. A un amico, quando mi hanno dato la notizia dell'uscita del nuovo album dei Gristle.
Non è facile spiegare cosa potesse significare un così drastica rottura con tutte le forme di emissione sonora di allora: non semplice connubio rock/elettronica bensì nuova eppur già decomposta materia, depravata e pulsante di luce oscura. I Throbbing Gristle ne furono non solo portavoce, ma manifesto stesso. Dopo aver dato alle stampe alcuni Report annuali il loro viaggio terminò nel 1981, anno i cui fu pubblicato il loro ultimo Lp, il cui titolo è più di un programma: "The Mission Is Terminated". Col coraggio che è virtù dei più forti, manifestarono la loro superiorità staccando la spina. L'apparato, dopo circa quattro anni di operatività, si fermò. Un nuovo germoglio era però nato, e continuiamo ad apprezzare i suoi velenosi frutti. Quattro anni con cui la musica fa i conti tutt'oggi. L'entità TG smise quindi di pulsare. E i quattro membri della band intrapresero altri progetti. Poi il ritorno, dapprima live, per il riavvio di ingranaggi forse sopiti: quartetto storico e un Genesis P.Orridge in gran forma. Poi le prime voci, e finalmente un nuovo lavoro.
Non riesco a ricordare pause più lunghe di questa: Pt.II, The Endless Not riapre un discorso che pareva interrotto 26 anni fa. La band sembra rafforzata delle esperienze successive dei suoi membri (COIL, Chris&Cosey, Psychic TV) e sforna un opera che suona, produzione a parte, esattamente come un disco dei Gristle. Delusi? Tutt'altro. Suona come avremmo voluto che i Gristle ritornassero, se mai qualcuno avesse scommesso su un loro ritorno alle scene. Un disco monumentale, che a molti risulterà ostico, anche disturbante, ma di una eccezionale ispirazione.
La Musica è arte. Arte, con licenza di essere riproducibile e usufruibile più volte dalle masse. Peccato solo che con opere simili vorresti che le vibrazioni nell'aria per una volta fossero solo tue, e appannaggio di nessun altro: Orridge può comporre la più bella canzone d'amore del XXI secolo, e insieme allo svelare l'intimo sentire riesce a entrare nei meandri più oscuri delle reti neurali. Si ascolti Almost a Kiss a tal riguardo. Accostabile solamente alle migliori produzioni Cold Meat Industry, quelle più caleidoscopiche e meno marziali, il disco continua tra deiezioni vocali (Vow of Silence), musiche da camera oscura (Rabbit Snare) e mantra gotici (Lyre Liar e Endless Not, che svela con inquietante naturalezza il significato dell' ostico titolo, sono da brivido). Fissione controllata e lava nelle vene. Lucida inquietudine. Una lingua che lentamente scivola sull'orecchio per poi stringerlo tra i denti. La consapevolezza del proprio lato oscuro rende forti, inafferrabili. Gira la testa dopo un ascolto di tale caratura. Non vi è molto di umano in questi solchi. Organico, semmai. Immensi Throbbing Gristle. Sicuramente il più bel disco, ad oggi, di questo 2007.
Voto: 9,5
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