Autore: Lindstrøm

Titolo: Where You Go I Go Too

Anno: 2008

Genere: cosmic disco, elettronica
Etichetta: Feedelity

Sul web: www.feedelity.com

“E’ firmato Hans Peter Lindstrøm una delle produzioni dance che più fa parlar di se in virtù del suo stile unico. Dopo svariati singoli, remix, coproduzioni varie (notevoli quelle in compagnia di Prinz Thomas) e una esaustiva compilation (It's a feedelity affair)  viene alla luce il suo primo album. “Where you go I go too” emoziona, evocando space disco, certa psichedelia kraut, synthpop e battute basse.”

Questo l’incipit: un immaginifico scenario certo, ma che l’autore dovrà trattare con il dovuto rispetto.

Il suo volto sorridente in copertina ci invita bonariamente all’ascolto, ma la reticenza alla prova può esser giustificata: la traccia omonima, ad esempio, è messa in apertura e dura la bellezza di 29 minuti.

Si, attenendosi alle premesse può esser lecita un pò di preoccupazione: da una parte perché la paura di andare a sbattere nei monotoni tappeti di beat dell’ultimo progster arrivato è alto, dall’altra l’eccessiva durata dei brani sembra evocare il peggio dal periodo che è stato del nostro ispirazione: le vituperate suite. E poi, non sarà che il gioco dei rimandi è più impegnativo di quanto l’autore possa permettersi, alla luce di quanto proposto da lui stesso finora?

 

No, Lindstrøm ne esce vincitore, crea un disco il cui ascolto non è affatto difficile, gestisce sapientemente elementi che conosce benissimo, ripescati dal passato come dal presente, risultando freschissimo: La prima traccia parte dopo un breve intro e senza accorgersene si è già in immersione nello spazio profondo.

L’atmosfera più che altro richiama si a certa elettronica di anni '70 e '80 (Tangerine dream, la disco più cosmica), ma l’incedere maestoso riporta ai primi ’90, alla electro progressive, agli Underworld migliori e agli eterei arpeggi digitali di quando nonna Warp era sugli allori. Quando lancia la tastiera analogica Lindstrøm rende il gioco ancor più evocativo e materializza pure Moroder. Una volta immersi in questo fluido deep/cosmische, l’attenzione dalla melodia fin qui costruita si sposta in dub, accumulando la tensione che si libererà a sorpresa nel finale: la summa ideale tra “Interstellar Overdrive”, “Hallogallo” dei Neu! e il Cerrone di “Supernature”, peraltro qui "omaggiato".

Anche nelle restanti due tracce strumenti analogici fanno da controaltare ad una sapiente coercizione di elementi attuali. Ma in entrambe si avverte però una involuzione. La seconda traccia in partenza è clamorosa: qualcosa che ricorda vagamente i neo classici di James Holden, quello di “Nothing”, ma di quest’ultimo smussa le pericolose geometrie: “Grand Ideas” è un potenziale hit ma pecca in prevedibilità nei suoi ultimi minuti risentendo in particolare della mancanza degli stratagemmi utilizzati per rendere arioso il primo pezzo. Se questa traccia è il continuum oscuro della prima, “The long way home” ne rappresenta l’emersione, il ritorno. Da queste parti si incede downbeat trattenendo a pochi metri da terra la spirale ascensionale. Sarà il chiarore ad aprirci gli occhi: ci permetterà di osservare un pastorale paesaggio disco/pop dai colori dell’alba, sospeso tra sogno e realtà. Anche qui una certa ripetitività si fa però sentire ma viene in parte compensata dalla classe innata di un produttore che dimostra già una certa esperienza.

 

A causa dei BPM bassi (intorno ai 120) e all’uso di melodie a volte ruffiane forse non sarà accolto di buon occhio dai clubbers: è difficile che da queste sonorità possa crearsi una tendenza europea forte come quella che fu per il suono minimal diversi anni or sono. Ciò non toglie che alla prova dei fatti questo è un buon disco, ottimo per i primi 35 minuti, oltre la sufficienza nella restante parte. E’ il caso di augurarsi che tramite la pubblicazione di remix che rendano il prodotto più club-oriented, e magari  approfittando della carenza di idee cronica che affligge l’ambiente dance attuale, Lindstrøm riesca a far breccia anche sul pubblico che crea i numeri, non soltanto sugli hipsters indefessi.

Verosimilmente se dovesse riuscisse nell'intento,  lui sarà già altrove. Magari al timone di una disco volante alla volta di Orione.  Tutto è di nuovo aperto, per ora godiamone attendendo sviluppi.

 

Voto: 7-

ACQUISTA QUESTO CD:  


TRACKS:

1. Where You Go I Go Too

2. Grand Ideas

3. The Long Way Home