![]()
Autore: Le Orme
Titolo: Felona e Sorona Anno: 1973 Genere: Prog Rock Italiano Sul web: www.le-orme.com Le Orme. Per chi non ha mai sentito parlare di questo gruppo, con PFM e Banco del Mutuo Soccorso formava la punta di diamante del rock progressivo italiano degli anni ’70. Tanto per capire qualcosa del gruppo, bisogna pensare che il loro secondo singolo (che conteneva due cover davvero particolari, visto che gli autori degli originali erano Johann Sebastian Bach e Dave Brubeck) fu pubblicato in Italia sono 4 anni dopo la sua incisione, in concomitanza con l’uscita di "Felona e Sorona", perché ritenuto non adatto al pubblico italiano. Al loro ritorno in Italia dopo una “gita” sull’Isola di White durante il celebre festival, incisero "Collage" e "Uoma di Pezza", disco d’oro nel 1972. In quest’ultimo disco emergono chiaramente gli influssi di gruppi come Emerson Lake & Palmer, Genesis e Van Der Graaf Generator
Nel 1973 esce "Felona e Sorona", il loro primo, vero concept album. E’ una storia quella che ci viene raccontata nelle 9 tracce di questo disco: Felona e Sorona sono due pianeti complementari, quando su uno è giorno, sull’altro è notte, che ignorano la presenza l’uno dell’altro fino a che, per un istante brevissimo, essi si incontrano per raggiungere l’equilibrio perfetto. Un disco breve quanto intenso, una cavalcata cosmica nello spazio, che inizia con "Sospesi nell’Incredibile", titolo azzeccatissimo, che ci catapulta dal nostro divano direttamente su nel cosmo, tra le stelle.. Una 12 corde ci porta a visitare "Felona", la Luce, dove la storia inizia descrivendoci un pianeta in festa, sottolineato da una chitarra leggera, protetto da magiche sfere celesti, create da un Dio potente, infinito, ma afflitto da… La Solitudine Di Chi Protegge Il Mondo. Un Equilibrio magico, idilliaco, che però sta per rompersi. C’è un grande vuoto tra i due pianeti / ciascuno ignora che l’altro c’è… Queste parole ci introducono nelle atmosfere cupe che ci aspettano. Proprio per mantenere l’equilibrio infatti all’opposto della Luce c’è il Buio, "Sorona". Angoscia, ansia. Se siamo riusciti a chiudere gli occhi e a farci trascinare dritti dentro la storia, questo brano diviene quasi sconvolgente. Durante l’"Attesa Inerte", quella dell’equilibrio tra i due pianeti, ci si trova imprigionati tra tastiere concitate, ossessive. La batteria segue il basso fino a creare un andamento circolare. Il tutto sfocia in "Ritratto di Un Mattino": il Creatore ricorda a Felona che la felicità non puoi trovarla in te, ma nell'amore che agli altri un giorno darai… E’ questa, la sostanza dell’equilibrio. La luce che rasserena le tenebre, il buio che oscura la luce. All’infuori del tempo, il cerchio si chiude, perché ogni cosa ha il suo ritorno, e uomo e donna, buio e luce, yin e yang, Felona e Sorona, convivono in armonia perché complementari, l’uno l’opposto dell’altra. In quell’istante due mondi felici / vibrano insieme nell’arco del cielo / e del dolore non c’è ricordo / soltanto oggi comincia la vita. Ma l’equilibrio è labile, e dura solo pochi istanti. I due pianeti sono destinati a incontrarsi solo per pochi attimi, per poi riprendere ognuno il proprio destino, così mentre ancora esulta Sorona / Felona inizia il lento declino. Ritorno dal nulla ci riporta a casa, in un viaggio che però non è affatto sereno, come una ri-discesa nell’oblio e nel caos primordiale, che inghiotte gli sforzi di mantenere l’equilibrio.
Un capolavoro che necessita ricettività per guidarci attraverso il viaggio che propone. Una metafora sulla ricerca della felicità, e dell’equilibrio come antidoto alla solitudine.
TRACKS:
1. Sospesi nell' Incredibile | ||
